Hai prestato dei soldi, venduto un prodotto o offerto un servizio, ma il pagamento non è mai arrivato?
Puoi continuare ad aspettare, ma potresti anche risolvere il tuo problema in un modo molto più semplice e rapida di quanto credi: con l’ingiunzione di pagamento (conosciuta anche come decreto ingiuntivo).

Se il termine ti fa pensare a qualcosa di complicato (o costoso), non preoccuparti: ora ti spieghiamo in concreto di cosa si tratta.

Cos’è un’ingiunzione?

Immagina di bussare alla porta del giudice e dire: “Quel tizio mi deve dei soldi e vorrei riaverli senza dovergli far causa”. Se hai una prova scritta (contratti, fatture, messaggi, assegni, etc.), il giudice può emettere un ordine formale al debitore: “Paga o restituisci ciò che devi”. Semplice no? 🎯

Ecco, con l’ingiunzione quindi NON serve una causa lunga e costosa. Il giudice esamina i documenti e, se tutto è in regola, emette il decreto ingiuntivo (in genere entro 30 giorni). Una volta notificato il decreto, il debitore può decidere se:

  1.  Pagarti o consegnarti quanto ti spetta;
  2.  Ignorare l’ingiunzione (ma con conseguenze poco simpatiche, come vedremo).
  3.  Presentare un’opposizione (e cioè fare lui causa a te tramite l’avvocato).

Chi può richiederlo?

Tutti, privati, aziende, associazioni, purché abbiano un credito:

✅ Certo (ossia fondato su prove documentabili);

✅ Liquido (quando l’ammontare è determinato o determinabile)

✅ Esigibile (cioè, il termine per pagare è scaduto).

A tal fine è fondamentale avere una prova scritta che dimostri il diritto (come dicevamo, contratti, fatture, preventivi firmati, messaggi, assegni, ecc.) e, quasi sempre, aver tentato di recuperare il credito senza successo (la famosa diffida ad adempiere con costituzione in mora, ossia dove dici al debitore “ti do 10 giorni per pagare o ricorrerò alla tutela legale!“).

🚫 E chi NON può? Chi NON ha una prova scritta del credito. Se hai un accordo solo verbale, dovrai seguire una causa ordinaria, molto più lunga e articolata.

Quanto costa?

Ognuno di noi si fa i conti in tasca prima di chiamare l’avvocato, no?

Ecco, quante volte capita di sentire frasi tipo: “se per recuperare 1300 euro devo anticipare 500 euro di avvocato, lasciamo perdere”. SBAGLIATO!

Funziona così:

👉🏼 Le spese dell’avvocato confluiscono nell’ingiunzione: per cui, se devi recuperare 1300 e le spese legali ammontano a 500 euro, l’ingiunzione sarà di 1800 euro.

ma c’è di più

👉🏼 L’avvocato può anticipare le spese legali al posto tuo e provvedere all’ingiunzione a costo zero. Sì, non è una fantasia lo dice la legge (ed è il caso dell’avvocato antistatario).

Sulla base di ciò, tornando all’esempio sopra: l’avvocato richiede l’ingiunzione per 1800 euro e, solo DOPO che il tuo debitore avrà pagato l’importo per intero, l’avvocato tratterrà la sua quota di spese, dando a te ESATTAMENTE QUELLO CHE TI SPETTA (ossia i famosi 1300 euro).

Dovrebbero insegnarle a scuola queste cose…

Certo, questa è una facoltà che non tutti gli avvocati sono disposti a accogliere. Noi di Legaless® sì, e con il nostro sistema di Servizi Online, riusciamo ad elaborare il ricorso per l’ingiunzione in 48 ore!

Ad ogni modo, per farti due conti numeri alla mano, nella tabella sottostante trovi il costo medio delle ingiunzioni previsto dalla legge in base al valore del credito:

>>Scorri>>
Valore del credito

Da €0 a €5.200Da  €5.201 a € 26.000Da € 26.001 a €52.000Da €52.001 a €260.000Da €260.001 a €520.000

Etc.

Costo avvocato

€ 473,00

€ 567,00€ 1.370,00€ 2.242,00

€ 4.394,00

Insomma, tolte le spese legali, l’unico importo che resterà da pagare sarà il contributo unificato (la tassa del tribunale che puoi calcolare con questo sistema e da ridurre, peraltro, del 50%). Più che fattibile direi.

Come si avvia la procedura?

Per ottenere l’ingiunzione è necessario che il ricorso depositato al tribunale contenga elementi sufficienti a dimostrare il credito. Pertanto:

  1. Raccogli tutte le prove del credito da inserire nel ricorso e trasmettile all’avvocato (preventivi, contratti, messaggi, etc.)
  2. L’avvocato deposita il ricorso in tribunale (anche tramite processo telematico, oggi è tutto digitale!)
  3. Valutazione del giudice: senza udienze e senza avvisare il debitore, il giudice esamina i documenti e, se tutto torna, emette l’ingiunzione.

E il debitore? Lo scopre solo quando riceve la notifica del decreto, che deve essere inviata entro 60 giorni.

Cosa può fare il debitore?

Una volta notificato, il debitore ha 40 giorni per scegliere tra:

  1. Pagare (o consegnare): soluzione semplice, senza stress e spese extra. E la storia finisce qui.
  2. Ignorare l’ingiunzione: pessima idea! Dopo 40 giorni, il decreto diventa definitivo e il creditore può passare alle maniere forti: notificare un precetto e successivamente avviare il pignoramento (stipendio, pensione, conto corrente, casa… niente escluso!).
  3. Fare opposizione: ma per farlo deve iniziare una causa vera e propria, durante la quale ognuno dovrà dimostrare le proprie ragioni in modo approfondito. Bel rischio, no?

🤔 Si può rateizzare? Beh, diciamo che la legge non prevede il pagamento dell’ingiunzione a rate, ma nulla vieta alle parti di raggiungere un accordo per un piano di rientro rateale (meglio pagare a rate che rischiare un pignoramento, no?).

Bene, ora che sai come funziona, resta solo da farti due conti e decidere.

Se hai bisogno di assistenza per un’ingiunzione, o ne hai ricevuta una da cui vuoi difenderti, nella sezione Recupero Crediti di Legaless® puoi raccontarci di più 😉

  • Normativa applicabile

  • Codice di procedura civile:

    • Articoli da 633 a 647: Disciplinano interamente il procedimento di ingiunzione
  • Codice Civile:

    • Art. 1219: Costituzione in mora del debitore come presupposto per l’ingiunzione.
    • Art. 1454: Diffida ad adempiere, con cui si intima al debitore di provvedere entro congruo termine
    • Art. 2740: Responsabilità patrimoniale del debitore per i propri obblighi.